L'Italia prevede che il suo deficit di bilancio salirà al 3,4%.
Secondo le stime governative citate da Reuters, l'Italia prevede che il suo deficit di bilancio aumenterà al 3,4% del PIL nel 2027, rispetto al 2,9% del 2026. Roma sta cercando di ottenere flessibilità dall'UE, avvalendosi della clausola di salvaguardia nazionale, per finanziare gli interventi di sostegno al settore energetico nell'ambito di un pacchetto di bilancio per il 2027 di circa 23,5 miliardi di euro.

L’Italia prevede di approvare mercoledì la legge di bilancio per il 2027, ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mentre Roma cerca il via libera dell’Unione europea per utilizzare una deroga temporanea al deficit e aiutare le famiglie a fronteggiare il forte aumento dei costi dell’energia.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi alle 12:00 di mercoledì. La manovra punta a finanziare il prossimo anno tagli alle tasse e aumenti della spesa per circa 23,5 miliardi di euro (26,22 miliardi di dollari), in quella che sarà l’ultima legge di bilancio del governo guidato dalla premier Giorgia Meloni prima delle elezioni politiche previste nel 2027.

Giorgetti ha spiegato che i colloqui con la Commissione europea hanno compiuto progressi e che si attende di definire entro martedì sera proposte ritenute ammissibili. Il ministro ha inoltre avvertito che le richieste di spesa dei ministeri sono “molto al di sopra” della capacità di bilancio dell’Italia, mettendo in evidenza la tensione tra impegni politici e vincoli di finanza pubblica.

L’eccezione Ue

Circa metà delle risorse necessarie dipende dalla clausola nazionale di salvaguardia dell’Ue, o NEC, che consente deroghe temporanee e parziali alle regole di bilancio comunitarie. Attualmente la clausola permette di aumentare il deficit per sostenere la spesa per la difesa e gli investimenti verdi.

L’Italia vuole utilizzare parte di questa flessibilità per alleggerire il peso dei costi energetici sulle famiglie, estendendone l’applicazione oltre gli attuali obiettivi della difesa e degli investimenti verdi. La richiesta è il principale nodo dei negoziati con la Commissione europea.

Il via libera consentirebbe a Roma di portare il deficit al 3,4% del Pil nel 2027, dal 2,9% previsto per il 2026, prima di una lieve riduzione al 3,2% nel 2028.

Chi pagherà

Le banche, le compagnie assicurative e altri intermediari finanziari, compresa la Cassa Depositi e Prestiti, dovrebbero contribuire per circa 5 miliardi di euro attraverso un aumento delle tasse. Tra le ipotesi allo studio figurano un’aliquota IRES più elevata per il settore finanziario e un incremento dell’imposta sulle transazioni finanziarie, secondo fonti a conoscenza della situazione.

Le banche italiane sostengono di pagare già un’aliquota IRES del 27,5%, rispetto al 24% applicato alle altre imprese, e affermano che anche altri settori dovrebbero contribuire al costo delle misure per ridurre il peso dell’energia su famiglie e aziende.

Roma valuta inoltre un aumento dell’IRAP sulle imprese che producono, distribuiscono o forniscono prodotti energetici. In questo modo una parte dell’onere finanziario ricadrebbe sul settore dell’energia, anche se il meccanismo definitivo non è ancora stato definito.

La posta politica

Meloni deve fare i conti con la crescente pressione delle proteste contro l’aumento del costo della vita e vuole annunciare tagli fiscali destinati soprattutto ai contribuenti con redditi medi. La manovra è quindi al tempo stesso un documento di finanza pubblica e un programma politico in vista delle elezioni.

La richiesta sugli aiuti per l’energia è direttamente collegata alle più ampie preoccupazioni dell’Italia sul fronte degli approvvigionamenti. Martedì Edison ha dichiarato che QatarEnergy ha prorogato fino alla fine di dicembre la clausola di forza maggiore sulle consegne di gas naturale liquefatto, con ripercussioni su altre tre navi previste da un contratto che copre circa il 10% dei consumi annuali di gas dell’Italia.

Il destino della manovra dipenderà dall’eventuale accettazione da parte della Commissione europea dell’uso della NEC per gli aiuti sull’energia, dall’effettivo gettito delle tasse sul settore finanziario e dalla capacità del Consiglio dei ministri di conciliare le richieste di spesa dei diversi ministeri prima della riunione di mercoledì.

Cosa osservare

  • La riunione del Consiglio dei ministri di mercoledì: se i ministri approveranno la manovra e se il pacchetto definitivo manterrà l’intero ammontare di 23,5 miliardi di euro di misure.
  • La risposta della Commissione europea: se accetterà la richiesta dell’Italia di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per gli aiuti alle famiglie sui costi dell’energia, invece di limitarne l’uso alla difesa e agli investimenti verdi.
  • Il meccanismo delle tasse sul settore finanziario: se Roma confermerà l’aumento dell’IRES o dell’imposta sulle transazioni finanziarie e se le banche riusciranno ad ampliare il carico ad altri settori.